"e le poesie, le poesie - allora - le capiresti come un miracolo notturno, le faresti ben bene coincidere con la tua pompa, il tuo cuore pluviale"

Anna Ruotolo

Vive a Maddaloni, in provincia di Caserta. Frequenta la facoltà di Giurisprudenza. Ha pubblicato la raccolta “Secondi luce” (LietoColle, 2009 – seconda edizione 2011. Premio Turoldo 2009, Premio Silvia Raimondo 2009, Premio Città di Ostia 2011) e  “Dei settantaquattro modi di chiamarti” (Raffaelli, 2012 – pubblicazione premio ClanDestino 2011).

Pubblicazioni

Oltre a “Telegrammi” e “Dei settantaquattro modi di chiamarti“, Anna Ruotolo ha pubblicato, negli anni, numerosi scritti partecipando a diverse raccolte ed eventi letterari.

Poesie in evidenza

*

Mando questo telegramma.

Oggi è la prima aria di neve

tu starai in un questo o in un quando

o in un certo chissà.

Oggi perderemo qualcosa insieme

nello stesso momento

una fedina, una verdura per la strada.

Qualsiasi cosa. Una cosa che non si

trattiene. Viene a cercarti.

La tua, viene a cercarmi.

 

anghelos

Che rientri da questa terra

per i segreti delle porte

che quasi mi dormi accanto

è scritto nel rumore della pioggia

nel tremito aguzzo delle acque.

Più dentro è il chiodo di non saperti qui

vederti andare come certe domeniche d’inverno

anche quando è il dono del mondo che ci unisce,

il fondo delle cose a crescerci di neve.

Dì (disordine)

I
L’ordine dei giorni.
Il disordine dell’inciampo, della parola che pronunci dopo dieci giorni
di silenzio e fiato rosso.
Il disordine dell’ora legale e lunghissima sera,
il disordine della tromba sul tetto,
il disordine del matto.
Il disordine della tua storia lanciata così,
il disordine del tuo corpo di bolla e del tuo cuore forte
che se fosse più forte lo direi felice.
Il disordine delle mani battute nella notte,
il disordine dei fuochi d’artificio,
il disordine dello scampato all’onda disastrosa,
il disordine del regalo nel giorno anonimo,
il disordine del gesto gratuito.
II
L’ordine delle stagioni.
Il disordine del caldo d’inverno,
il disordine del camino acceso a marzo.
Il disordine di tutto il cibo comprato, il disordine del libro lasciato in fretta.
[…]